Musei Del Lago Di Garda
Il
museo dell’olio è un luogo gestito e di natura pubblica o privata, dove vengono raccolti di oggetti inerenti alla
cultura e alla tradizione popolare
, solitamente questo avviene senza scopo di lucro, per tramandare il ricordo della cultura del garda alla società e al suo futuro. È aperto alle visite e si occupa della ricerche e al recupero di tutto quello che concerne la testimonianza materiali e tradizionali del olivo sul Garda, suo ambiente; Riferendosi all’esempio delll'Italia e occupandosi ad uno dei molti possibili settori a cui il museo tradizionale sul Lago di Garda può occuparsi.
Il sistema museale e’ regolato dall’articolo 101 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.L.vo 42/2004), Vieni indicato come "struttura permanente che acquisisce, cataloga, conserva, ordina ed espone beni culturali per finalità di educazione e di studio".
Il nome "museo" ha origine nel
greco antico mouseion, che indica il sacro tempio delle
Muse, figlie di
Zeus e protettrici delle attivita artistiche e scientifiche, protette anche dal Dio a
Apollo. Nel periodo ellenico si indicavo come
museo la struttura dedicata alle Muse e conteneva testi, opere d’arte e oggetti preziosi.
Il piu fomoso museo della storia in fatto di conservazioni di testi e senza dubbio la biblioteca di Alessandria, Costruito da un Re Egiziono
Tolomeo Filadelfo nel
280 a.C.: Veniva utilizzato anche come un luogo di
culto, Anche se principalmente dava asilo a scenziati e artisti.
Museo aziendale, nonché prima iniziativa di questo tipo in Italia, riceve una media annua di 50.000 visitatori. È una rassegna unica nel suo genere, che vuol dare testimonianza di un sistema produttivo che ha coinvolto per oltre un millennio le popolazioni rurali dell'area mediterranea. È anche la storia di un territorio e di una civiltà che, pur con scarse risorse e conoscenze scientifiche, si è misurata per secoli con la fatica e il lavoro necessario per estrarre da un frutto così prezioso, l'oliva, un alimento di primaria importanza. Il percorso si snoda a partire da un'epoca in cui le tecniche di lavorazione erano statiche e immutabili per giungere, agli inizi del Novecento, all'acquisizione delle opportunità offerte dalla nascente industria meccanica e dai rapidissimi progressi della tecnologia.
In esposizione troviamo strumenti antichi e inconsueti, in uso nei frantoi dal Settecento sino agli inizi del Novecento, oltre a suppellettili e attrezzi utilizzati in varie epoche. Domina un'imponente pressa a leva in legno di quercia, un frantoio azionato da una ruota a trazione idrica (perfettamente funzionante) e altri originali esemplari di presse in legno e in ferro. Un'apposita sezione racconta la coltivazione dell'olivo e la produzione dell'olio, attraverso pannelli didattici e video. Il Museo dell'olio d'oliva ha suscitato anche l'interesse dei mass media: numerosi articoli e servizi televisivi lo hanno fatto conoscere anche in Europa. Dell'attività museale si occupano direttamente Flavio Turri e la moglie Liliana Martino, che hanno ereditato la passione da Umberto e hanno ampliato ulteriormente le sale espositive.